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Chiesa molesta

  Sul sito della Santa Sede è stata pubblicata di recente una breve guida che illustra come si muove la Chiesa cattolica in presenza di accuse di abusi sessuali nei confronti di ecclesiastici. Tra le previsioni più significative, quella secondo cui “va sempre osservata la legge civile in materia di denuncia di crimini alle autorità appropriate”.
 
Il Vaticano dice che il documento risale al 2003 e sarebbe il riassunto di documenti ufficiali del magistero, quali il Codice di Diritto Canonico del 1983 e il motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 2001.
Purtroppo non si era mai saputo dell’esistenza di una simile norma. E peccato che non la conoscessero neppure i membri del tribunale della Penitenzieria Apostolica, quelli cioé che avrebbero dovuto applicarla: guardate un po’ questo video
 http://www.youtube.com/watch?v=4BYdrs1AtrQ 

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 1992. Tarciso Bertone, quand’era Segretario della Sacra Congregazione per la dottrina della fede (quando il Prefetto era J. Ratzinger),  rilascia un’intervista alla rivista cattolica 30 Giorni.

ILLUMINANTE.

[30 Giorni] Perché un vescovo che viene a conoscenza del comportamento di un proprio sacerdote, delittuoso per la Chiesa ma anche per l’autorità civile, non ne deve informare la magistratura civile?

[Tarcisio Bertone]: Le Norme di cui stiamo parlando si trovano all’interno di un ordinamento giuridico proprio, che ha un’autonomia garantita, e non solo nei Paesi concordatari. Non escludo che in particolari casi ci possa essere una forma di collaborazione, qualche scambio di informazioni, tra autorità ecclesiastiche e magistratura. Ma, a mio parere, non ha fondamento la pretesa che un vescovo, ad esempio, sia obbligato a rivolgersi alla magistratura civile per denunciare il sacerdote che gli ha confidato di aver commesso il delitto di pedofilia. Naturalmente la società civile ha l’obbligo di difendere i propri cittadini. Ma deve rispettare anche il “segreto professionale” dei sacerdoti, come si rispetta il segreto professionale di ogni categoria, rispetto che non può essere ridotto al sigillo confessionale, che è inviolabile.

E così han fatto: SU TUTTI I CASI DI PEDOFILIA AVVENUTI NEL MONDO, HANNO SEMPRE MANTENUTO IL “SEGRETO PROFESSIONALE“.

 

La Multinazionale della Pedofilia

NOTIZIA STRAORDINARIA – Caso di pedofilia in Brasile. Nessun vescovo coinvolto. [Grazie Stone!]

Basta una battuta semplice ma efficace per capire quanto sia devastante lo scandalo finalmente emerso (ma siamo solo agli inizi, e se non s’insabbia il tutto ne vedremo ancora delle belle) degli abusi sessuali nella chiesa cattolica.
Eh già, ora finalmente è chiaro a tutti come la chiesa cattolica sia stata (ed e’ tutt’ora) la MULTINAZIONALE DELLA PEDOFILIA.
Per anni ho cercato di attirare l’attenzione degli amici cattolici su questo tema: negli Stati Uniti avevo vissuto in presa diretta lo sfacelo della chiesa cattolica, la sua bancarotta per le decine di migliaia di vittime, per le migliaia di preti, frati e suore coinvolte (ma anche vescovi e perfino qualche cardinale) e per la diffusione degli abusi sessuali  in ogni diocesi.
Ho inoltrato documenti e inchieste dei maggiori canali televisivi USA, indagini di autorevoli giornali americani. Qualcosa l’ho pubblicata anche su questo blog.

Chiedevo agli amici cattolici di affrontare la questione, che se ne parlasse, che fosse possibile avviare un dibattito, uno scambio di idee, di opinioni.

Nessuno di loro ha mai risposto.
Qualcuno l’ha fatto ora che lo scandalo è alla luce del sole (anche se quanto emerso è davvero poco rispetto a quanto è successo e tuttora succede all’ombra del crocefisso in canoniche, seminari, sacrestie, istituti, oratori e missioni cattoliche).
E le risposte sono così vergognose che mi vien da pensare che gli stupratori di bambini e i loro complici protettori, di ogni ordine e grado fino al soglio pontificio, siano pur sempre migliori dei loro laici fedeli.
Eccole:

“Che vergogna! Ma la mia fede non cambia: io vado in chiesa per pregare dio e non m’interessa di cosa fa il prete”.

“Talvolta anche i ragazzini e le ragazzine si vestono e si atteggiano in maniera provocante”.

“Ci sono pedofili anche fuori dalla chiesa”.

“Nella chiesa non sono tutti pedofili”.

Ma la più divertente è stata questa: “Pensa piuttosto all’Islam e a Maometto, il suo profeta pedofilo che sposava dodicenni!” “Ma sai che età aveva Maria quando il tuo Dio, attraverso lo Spirito santo, l’ha ingravidata?– “12 o forse 13 ma lui non l’ha mica sverginata!”.

Non un autocritica, non una richiesta di conoscere chi è responsabile di quanto è successo, non un tentativo di capire perché, non una parola per le vittime: evidentemente sono a loro perfetto agio nella MULTINAZIONALE DELLA PEDOFILIA.

Una brava scrittrice, che conosce bene il silenzio dei cattolici, ha scritto un libro e ha fatto un blog chiamandoli Viaggio nel Silenzio. Buona lettura.

UN PO’ DI DOCUMENTAZIONE

La situazione in ITALIA, negli USA, in Irlanda (Rapporto della Commissione Governativa Murphy), in Canada, in Germania… perfino tra gli eschimesi!

La lettera pastorale del Papa ai cattolici d’Irlanda: un grande atto di accusa (degli altri) e assoluzione (di sé stesso e del Vaticano) malgrado ci siano testimonianze che accusano lo stesso Papa Ratzinger di essere stato a conoscenza di quanto avvenisse  (linchiesta del NYT sul caso Murphy, 200 bambini molestati sessualmente in un istituto nel Wisconsin – USA, e il caso di padre Peter Hullermann stupratore di decine di bambini nella diocesi dell’allora vescovo Ratzinger). 

Al rogo al rogo

C’è una sentenza.

E ci sono le reazioni a questa sentenza.

 

Ecco le une e l’altra.

 

 

Insulti e Sproloqui 2

 

La sentenza 2

PS – Se quelle usate nella sentenza, vi sembrano parole di buon senso e idee condivisibili in difesa di principi importanti e di fondamentali diritti civili, allora meritate anche voi un bel rogo mediatico (in attesa di rispristinare quello reale).

I Complici

Genuflessione

Tutti i cattolici, dalle più alte gerarchie della Curia romana fino ai rintronati baciapile di paese, tacciono di fronte al patetico spettacolo pecoreccio delle adunanze di mignotte per rallegrar l’uomo politico “dai saldi valori e principi cristiani“.

Tutti o quasi. Questo prete di Genova è uno dei pochi che ha deciso di parlare e denunciare il silenzio dei vescovi sull’immoralità pubblica e privata di Berlusconi.

 

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59ma Assemblea Generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia.

Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale.

I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei?

Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che taciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile virilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica?

Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupafemmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli.

Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia. Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Paolo Farinella, prete

Vaticalia

Panico tra i fedeli.

Provano smarrimento e vergogna, sentono crescere lo sgomento e l’indignazione, avvertono ansia e turbamento e rabbia, tanta rabbia.

Il loro onore è stato ferito, la loro coscienza offesa, la loro fiducia tradita.

Tutta colpa di questa pubblicità.

Vaticalia

Dopo veementi lagnanze e vibranti proteste è stata rimossa e la motivazione del divieto è che la frase “Liberi di non credere in Dio” lede la sensibilità dei credenti.

 C’è da credere che se un piccolo, innocuo spot infastidisce i credenti al punto da esigerne l’immediata censura, la notizia qui sotto dovrebbe sconvolgere la loro psiche, turbare i loro sogni, scandalizzarli, sbalordirli, disorientarli, confonderli, indignarli.

 Abusi su minori irlandesi

E invece, come tutte le altre notizie che da anni raccontano dei numerosi casi di pedofilia nella Chiesa cattolica in ogni parte del globo terracqueo, non lascerà alcun segno sulla loro anima così delicata e sensibile e rimarrano in silenzio, complici omertosi di una tragedia che distrugge l’infanzia di bambini, pregando il loro buon dio che siano quelli degli altri e non i propri.

Io, abbreviazione di Dio

Odino

Mancano solo le chiese dei seguaci di Gargamella (da Parzialmente Stremato)

A ognuno il suo

Ma non dicevano “Ama il prossimo tuo come te stesso”?

In 91 paesi del mondo l’omosessualità è reato.

Ed in sei di questi paesi, per questo reato c’è la pena di morte.

Si viene assassinati in regimi dittatoriali anche solo per scelte intime, personali, che riguardano persone adulte, consapevoli e consenzienti.

Si muore per amore perché così c’è scritto nei testi sacri, perché così dice la religione, perché così vuole dio.

 

mappa-condanne-omosessuali

 

La Francia lancia una proposta all’Onu perché l’omosessualità venga depenalizzata.

Il Vaticano s’oppone.

 

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campagna contro le discriminazioni sessuali della Regione Toscana, patrocinata dal ministero per le Pari opportunità, quando ministro non era ancora Mara Bocca di Rosa Carfagna.

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Una grande verità

 
vernacoliere