Avanti il prossimo

Avanti il prossimo

Nel corso degli ultimi 15 anni la sinistra ha cambiato molti leader.

La destra nessuno.

Le infinite, lamentose lagnanze a sinistra hanno travolto chiunque abbia ricoperto la carica di segretario di partito o capo di governo.

Ora, la capacità di autocritica è una dote necessaria per riuscire a migliorarsi.

Ma se siamo quasi sempre insoddisfatti e insofferenti, se disapproviamo tutto e tutti e se da tanti anni non siamo mai d’accordo con chiunque ci rappresenta, forse soffriamo di insaziabilità acuta, in pratica d’isterismo e, sempre forse, il problema della leadership della sinistra non è tanto nei suoi politici quanto, piuttosto, nei suoi elettori.

Non c’è una via di mezzo tra l’apatia degli elettori di destra e la sfrenata, capricciosa incontentabilità di quelli di sinistra ?

Annunci

14 risposte a “Avanti il prossimo

  1. mah…se invece della leadership si riuscissero a conciliare, almeno in apparenza, le anime troppo diverse che popolano il pd. Avendo rinunciando all´antiberlusconismo non gli è rimasto mica tanto da dire, o meglio, non riescono a dire granchè senza mettersi a litigare.

  2. D’Alema non e’ mai stato sconfitto, si e’ dimesso per due volte dalla Presidenza del Consiglio.
    In ogni caso, e’ ancora vivo e vegeto, al punto che Berlusconi sostiene da quasi dieci anni che e’ rimasto lui il vero leader della sinistra. E forse non ha tutti i torti…

  3. So bene che la politica del “ma anche” tende a conciliare in ottica elettorale tematiche e questioni contrarie e difficilmente compatibili nella vita reale (ambiente “ma anche” termovalorizzatori, industriali “ma anche” lavoratori precari, laicità “ma anche” atteggiamento troppo ossequioso verso il Vaticano, etc.).

    Diciamo però che, chi affronta temi sociali, politici ed economici in maniera più radicale e, quindi, meno compromissoria (e penso a comunisti e verdi), sta fin peggio e non siede nemmeno più in parlamento.

    Insomma, il problema è davvero nei leader di sinistra (sempre diversi), nei loro partiti (rifondati a ogni tornata elettorale) o, piuttosto, nel loro elettorato che esige troppo, non s’accontenta di nulla e, quindi, è sempre deluso, frustrato e scontento di tutto e di tutti?

    E, soprattutto, come se ne esce?

    Ps
    D’Alema s’è dimesso perché il centrosinistra era stato sonoramente sconfitto alle amministrative quando lui era al governo, quindi…

  4. Da La Stampa risulta che il PD abbia chiesto il voto segreto sul decreto antiintercettazioni, e quindi una ventina di deputati pd abbia votato con la maggioranza. E allora come si distingue dal PDL? Solo dalla leadership?

  5. Sottolineo l’ultimo commento di “Angelo”.
    La maggioranza presenta un DDL con voto di fiducia e segreto, e dove sono i franchi tiratori?
    Nell’opposizione…

    Il problema della sinistra (ma la definirei dell’opposizione) italiana sono gli elettori?

    Qualunque sincero democratico non dovrebbe votare PdL secondo il mio pensiero, ma questo non è condiviso da decine di milioni di elettori italiani e, soprattutto, non è condiviso da un crescente numero di elettori tra quelli che nel 2006 hanno congiuntamente votato il simbolo unico di Margherita e DS (alla Camera).

    Inoltre la tua disamina è un po’ generica. Prodi non è stato mai battuto dagli elettori, ma solo da incomprensibili, per me, logiche di alleanza.

    Inoltre le critiche, i mugugni, anche l’incostanza, sono propri di un regime democratico e di un partito che ascolta la sua base.
    Ritengo che il punto sia trovare una dirigenza che non abbia paura del primo mugugno, ma vada avanti con un disegno e solo negli opportuni momenti di verifica (congressi, direttori altro) si premino le strategie che pagano come progresso sociale ed economico del paese e non solo come incremento elettorale.

    Ma questo discorso è sterile.

    Oggi abbiamo una legge che lega ulteriormente una magistratura già molto impastata. Non voglio entrare sui punti di questa legge riguardanti l’informazione, sono più complessi, ma solo i limiti e i ritardi che si pongono all’azione investigativa.

    In un paese come il nostro dove vecchie e nuove mafie agiscono, un tale disarmo dell’azione investigativa è inaccettabile.
    Spero che non ci sia bisogno dell’indicazione di un leader del PD per scendere in piazza, ma chiunque organizzi proteste sia seguito in massa!

  6. Quando comunisti e verdi sono stati esclusi dal parlamento abbiamo perfino festeggiato, contenti di avere come opposizione unica il PD.

    D’altronde per noi la sinistra radicale era troppo polemica, troppo critica, troppo…di tutto.

    Ora il PD ci pare poco polemico, poco critico, poco…di tutto.

    E perfino Di Pietro il guastatore è troppo aggressivo e provocatorio: parla di regime (ricordate, vero, quando dicevamo che questo era un termine inopportun0?), è visceralmente antiberlusconiano (ricordate, vero, quando dicevamo che era un atteggiamento inopportun0?).

    E Prodi? Non è stato mai battuto, vero. Almeno non da Berlusconi. E infatto ho scritto “DIMESSO”. Però non ci piaceva per niente neppure lui (è lentoooo!) e criticavamo sempre qualsiasi cosa facesse (ha fatto troppo poco, doveva far di più; ha fatto bene ma doveva far di meglio).

    E pensare che adesso non diciamo più nulla: con Berlusconi al governo siamo ciechi e afoni, non discutiamo più di nulla, non parliamo più di niente.

    Scommetto che la nostra vis polemica non è morta e al prossimo governo di centrosinistra tornerà vivace e vigorosa come mai: non gliene perdoneremo una!

  7. Non capisco come l’ultimo intervento di “Stortino” risponda al mio.

    Evidentemente e’ generico sul post lanciato, va bene, ma non mi trovo confrontandolo con alcune considerazioni:
    Cosa c’entrano gli elettori, se si è arrivati a votare le Europee senza sapere a quale gruppo il PD si iscrivesse (o con leader che dicevano cose diverse)
    Cosa c’entrano gli elettori se dopo le regionali abruzzesi, con l’IdV che raddoppiava i voti (+7%) e l’UDC che restava ferma (-1%) qualcuno nel PD diceva, “alleiamoci con l’UDC”
    Cosa c’entrano gli elettori se Franceschini non ha la forza di (o non lo supportano a) convocare finalmente un democratico e limpido congresso, dove ci si conti e dopo si segua un leader eletto.

    Pero’ vorrei riproporre il tema “con Berlusconi al governo siamo ciechi e afoni, non discutiamo più di nulla, non parliamo più di niente”…

    Per la mia personalissima sfera e’ vero che sia cosi’, critico chi sento vicino al mio pensiero e chi ritengo ascolti la sua base. Ero stanco di criticare chi invece, il consenso se lo costruisce con lo strapotere mediatico che altri non anno mai regolamentato.

    Ora pero’, per me, la misura è colma.
    Come cittadini non possiamo accettare che si tolgano armi alla magistratura.
    Ripeto, se chiunque chiama una manifestazione contro la legge sulle intercettazioni scenderemo in piazza si o no?
    Dovremo accettare quello che indicheranno gli innumerevoli leader del PD, in quanto da democratici dovremo seguire quello che indicano senza “mugugnare”?

  8. Io sarei disposto a scommettere che:

    [1] qualunque sia il gruppo europeo cui si iscrive il PD, molti dei suoi elettori criticherebbe la scelta comunque e aspramente;

    [2] qualunque sia il partito con cui il PD si allea (IdV, UDC, Rifondazione Comunista o Sinistra e libertà etc.), molti dei suoi elettori criticherebbe la scelta comunque e aspramente;

    [3] qualunque sia il leader del PD (eletto da un congresso democratico o dalle primarie), molti dei suoi elettori criticherebbe la scelta comunque e aspramente.

    La manifestazione contro le intercettazioni c’è: a Roma, Piazza Navona mercoledì 8 luglio alle 18. http://temi.repubblica.it/micromega-online/l8-luglio-in-piazza-contro-le-leggi-canaglia/

    Ad organizzarla sono i girotondini (Micromega, Flores D’Arcais, Pardi, Furio Colombo, Marco Travaglio, …).

    Ma un tempo non criticavamo anche quelli???

  9. Continuo a non capire il punto focale di questo post.
    Ammesso che si verifichino le scommesse che poni, cosa significherebbe?

    Ovviamente un partito democratico (aggettivo e non nome proprio) si espone alle critiche della sua base, ciò nonostante dovrebbe andare avanti seguendo la sua azione, con una linea flessibile d’accordo, ma non isterica.
    Se le critiche diventano disaffezione al voto allora la direzione del partito prenderà le sue scelte, ma sempre in maniera ragionata, non isterica.
    Penso che al Partito Democratico (ora nome proprio, non aggettivo) manchi l’azione unitaria e che affezioni i suoi elettori, non che abbia troppi elettori critici.

    Se non avesse elettori critici e vincesse sempre, senza fare politiche egualitarie e riformatrici, ma continuando il clientelarismo e le instabilità, sarebbe meglio?

    Siamo un paese davvero “berlusconizzato” allora, se addirittura, da democratici e riformatori, invidiamo un elettorato acefalo e stordito che segua acriticamente il suo leader.

    Citerei il post di Uberto Eco sulla manifestazione dell’8 luglio:
    “due punti che si è sovente tentati di dimenticare: (1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. (2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce altra ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto”

    Parafrasandolo per chi osserva il PD, scelto il leader non significa che non lo si discute più, ma lo si segue segnalando le cose che non ci piacciono e votandolo tutte le volte che la maggioranza delle sue indicazioni e azioni ci soddisfano.

    P.S. alla manifestazione del 8 luglio ho aderito, solo via mail, in quanto non riesco ad essere a Roma quel giorno.
    Se qualcuno ha notizie circa iniziative analoghe a Torino, le “posti”!

  10. Nessuno volontà di censurare le critiche o di sognare “un elettorato acefalo e stordito che segua acriticamente il suo leader”.

    Ma, e cito dal post, “non c’è una via di mezzo tra l’apatia degli elettori di destra e la sfrenata, capricciosa incontentabilità di quelli di sinistra?”

    Sempre dal post “la capacità di autocritica è una dote necessaria per riuscire a migliorarsi”.

    Il punto è, quindi, se siamo solo critici o siamo diventati incontentabili? Siamo capaci di accettare come leader anche chi ha idee/progetti che non condividiamo al 100% (e neppure al 90 o 80 o 70 o 60?) o aspettiamo l’uomo perfetto?

    Fino a ieri storcevamo il naso di fronte all’antiberlusonismo, a chi era parlava di regime e di pericolo della democrazia (e non abbiamo votato chi denunciava questo pericolo, anzi, abbiamo gioito quando l’abbiamo visto sbattuto fuori dal parlamento!) e adesso critichiamo l’opposizione blanda del PD.

    Non sono uno psicologo ma mi pare che il nostro comportamento sia un po’ schizofrenico: il PD no (è troppo poco…) ma neanche Di Pietro (è un po’ troppo…) e neppure la sinistra radicale (che esagerati…), insomma ci vorrebbe….un Frankenstein della politica.

    Chissa che il progresso della scienza non soddisfi la nostra voglia matta di avere un leader infallibile, ineccepibile e con cui finalmente potremo dire con gaudio magno, “sono completamente d’accordo a metà con lui”!

  11. Un amico mi ricorda che ho colpevolmente dimenticato tanti altri leader di sinistra che negli ultimi 15 anni si sono stati dimessi o trombati.

    E cosi, oltre a Occhetto, D’alema, Amato, Rutelli, Fassino, Prodi, Veltroni e Franceschini dobbiamo aggiungere anche Bertinotti, Diliberto, Giordano, Pecoraro Scanio, Ferrero e Vendola.

    Insomma, i partiti che vanno per la maggiore hanno il nome del leader nel simbolo (Pdl, Udc, Idv e Lega, che non c’è l’ha ma è come se l’avesse): partiti di proprietà del loro fondatore storico, leader unico, eletto per acclamazione, in carica da tanti anni…altroché primarie!

    Oggi, tanto più forte e diffusa è la democrazia all’interno di un partito e tra i suoi elettori/simpatizzanti, tanto maggiore è la possibilità che i suoi leader siano figure transitorie, passeggere e dimessionabili, soggette al voto del congresso ogni 4 o 5 anni o all’andamento del governo di cui fanno parte o delle elezioni amministrative, politiche o europee.

    Davvero oggi , per come vanno le cose in Italia, dalle primarie esce il leader giusto di un partito? Davvero noi elettori e simpatizzanti del centrosinistra sappiamo fare buon uso di uno strumento così democratico?

  12. Le ultime primare, da dove sono usciti prima Prodi e poi Veltroni, a me sono parse più strumento promozionale che democratico.

  13. Dopo l’esito catastrofico delle elezioni regionali, Bersani (quello del “vento che sta cambiando”) dovrebbe dimettersi?

    S’allunga la lista dei leader di sinistra sconfitti da Berlusconi: Occhetto, D’Alema, Rutelli, Veltroni (e ora anche Bersani?).

  14. No.
    Esiste adesso un periodo lungo in cui si può lavorare senza scadenze elettorali, per costruire un movimento politico con una linea e con delle idee.

    Un partito non si costruisce dalla mattina alla sera, la stessa Forza Italia ha avuto più di 1 anno di costruzione (non fatevi ingannare dalla calzamaglia, 1 anno prima già circolavano i manifesti Fozza Italia), e comunque non è un partito ma un contenitore mediatico.

    In Italia oggi esiste un solo partito, organizzato e con una ideologia condivisa. E’ la Lega, che organizza ormai le feste con i volontari, è presente sul territorio, ha un’ ideologia chiara e un sogno che tanti militanti inseguono. Non ne condivido le idee, spesso la trovo ipocrita, ma questa è la realtà.

    I gruppuscoli della sinistra non esistono, non hanno un proposta politica contemporanea, non hanno appealing su di me che sono sinistroso abbastanza sinistro, figuriamoci sul resto. Parlare di lotta di classe significa avere delle classi da rappresentare, da mobilitare. Prima esisteva la classe dei lavoratori, oggi molto frammentata sia dal mondo del lavoro sia dall’ organizzazione stessa del lavoro. Non capire questo, li rende inutili. Ho anche riletto alcuni commenti precedenti, dove si parlava di Ferrero come leader della sinistra. LEADER??? Una persona senza alcun carisma, noioso, a capo di un partito 0 virgola. Forse rappresenta più persone il mio Leader di condominio (che noi chiamiamo amministratore)

    Il vero problema del PD è costruire le idee. Bersani ha un buon curriculum politico, dovrebbe sapere come organizzare un partito, dovrebbe indicare una proposta alternativa. Soo il primo a stigmatizzare il berlusconismo, mi fa schifo pensare che il premier vada a puttane e se ne vanti, che dica siamo in piena ripresa mentre la CIG è ai massimi storici, ecc. Però adesso basta, mi interesserebbe avere una speranza, un dove andare, non un continuo giocare di rimessa, sempre in difesa, sempre.
    Che visione ha il PD sull’evoluzione della società, sui modelli per permettere alle persone di migliorare le proprie condizioni di vita affacciandosi al mondo del lavoro con una tutela e organizzazione sociale che consenta a tutti, in modo paritario di fare le proprie scelte?
    Vogliamo dire che possiamo dare molto lavoro qualificato ai giovani se investiamo massicciamente nelle energie rinnovabili ?
    Vogliamo guardare in giro per l’ europa, prendere le idee migliori, elaborarle e farle nostre e proporle poi al giudizio degli elettori?

    Guardate che Veltroni era vicino ad averlo capito prima di cadere nella trappola del “leader del maggior partito avversario”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...