Demopazzia

La Camera degli ospiti

16 novembre 1922 – ” Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli…” (Discorso alla Camera dei Deputati del Capo del Governo Benito Mussolini).

Inizia così il primo governo fascista: i manipoli di cui parlava erano i fascisti che 25 giorni prima avevano marciato su Roma, “armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine“. La minaccia, invece, è rivolta ai parlamentari perché gli riconoscano pieni poteri e lo lascino governare. Dopo aver preso manu militari il potere, conquistò anche il consenso.

21 maggio 2009 – ” Ecco cos’è il Parlamento: un’assemblea pletorica, assolutamente inutile e addirittura controproducente.” (Discorso all’assemblea annuale di Confindustria del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi).

Il gradimento degli italiani verso il loro premier è prossimo all’80%, il 70% dei cittadini apprezza l’attività del suo governo mentre il suo partito raccoglie il consenso di quasi il 50% degli elettori.

L’Italia di oggi è peggiore di quella d’allora: se prima il popolo non poteva non acclamare il regime, ora osanna democraticamente il suo despota.

[…] Anche le leggi razziali godevano di un ampio consenso popolare. Ma, si dirà, quello era il regime e non ci si poteva opporre. Allora la situazione oggi è ancora peggiore perché il consenso alle ronde, ai cpt, al rimpatrio dei migranti, al loro respingimento in mare, alla delazione diffusa è figlia della democrazia.” G. De Cataldo

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2 risposte a “Demopazzia

  1. A lui non serve una marcia su Roma. Prima del consenso politico, Berlusconi ha ottenuto l’adesione al suo modello morale. Punto.

    Chi a sinistra non l’ha inteso e non cerca di proporre un modello nuovo non ha capito nulla degli ultimi 25 anni.

  2. Secondo me non è tempo di persone serie e disinteressate: passerà, spero, un giorno o l’altro passerà ma oggi il personaggio o, se si preferisce, il modello trionfante nella società come nella politica è l’affarista, magari colluso e pregiudicato, ma molto attraente.
    Oggi seduce la strafottenza, l’esuberanza e l’ostentata ricchezza alla Briatore, non la modestia o la riservatezza; oggi affascina la presunzione, la frivolezza, la volgarità alla Corona non l’onestà, il contegno, la serietà; oggi viviamo in uno spot continuo, in una realtà virtuale fatta di paillettes e lustrini e ci piace pensare che se anche oggi non ci appartiene, un giorno ne faremo parte anche noi.
    E comunque a me pare di ricordare qualcuno (anche nella stretta cerchia di amici) che, attratto e convinto da questo modello, volesse esportarlo anche a sinistra con l’ambizione che, imitando un po’ gli altri , si potesse vincere pure noi.

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