La Repubica

La carne di femmina viene venduta un tanto al chilo. Anche sui siti dei quotidiani italiani considerati tra i più autorevoli. Si fà a gara a chi mostra più culi, cosce e tette, a chi mette in vetrina più veline svestite, pin-up denudate, modelle spogliate, aspiranti vip scoperte. Rivaleggiano a chi espone più peli pubici, si contendono i capezzoli, si sfidano all’ultimo inguine. D’altronde, di cos’altro di importante dovrebbero parlare i grandi giornali (e giornalisti) italiani in tempi in cui puttanelle e baldracchette fanno le ministre?

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10 risposte a “La Repubica

  1. lorsignor uomini oggi si stupiscono perche’ i giornali pubblicano fotografie scandalistiche? e magari vi sentite pure in imbarazzo a guardarle?
    le pubblicano per voi. Chissa’ perche’ ci sono molte meno fotografie di uomini nudi…

  2. Effettivamente si sta esagerando e, come tutte le cose, quando si esagera diventano nauseanti…Purtroppo se questo fenomeno è in aumento è perché comunque anche la richiesta è in aumento…E se una donna, da sola, prova ad esprimersi in merito viene prontamente additata come un’isterica becchettona con sensi d’inferiorità… In ogni caso ne ho le scatole piene. Perché, se voglio leggere un articolo, un argomento, devo sempre vedermi le foto di ste tipe con lo sguardo da pesce lesso con annessa notizia accattivante e promessa di foto osé. Ma che siamo diventati? Un popolo si segaioli (perdonatemi il termine…)? Direi di sì. E noi donne? Un mucchio di carne al servizio dei segaioli? Che ribrezzo mi fanno le donne che si prestano a questa mercificazione…Se non son prostitute queste…Quelle di strada, povere, la maggior parte delle volte sono umiliate e costrette a fare questo lavoro (ma questo è un altro argomento) ma queste… E poi si parla di dignità della donna, di pari oppurtunità…Ma cosa possiamo fare noi donne per ribellarci a questa tendenza? Ai lettori pongo questa domanda. Per ultimo ma non meno importante: tutto ciò è ovviamente accessibile ai nostri figli. Vi sembra normale?

  3. Più sono le donne svestite sui giornali ed in tv e meno sono quelle che fanno le dirigenti e le amministratrici di un paese.

    E’ questa la legge, semplice quanto vera, che vige nelle nostre società d’occidente. In Italia abbiamo quadrato il cerchio con il ministro “gola profonda”.

    Capisco le donne offese dall’invasione di ste’ troiette dappertutto, sempre perfette, pronte e disponibili all’uso e consumo delle voglie dei maschi. Vorrebbero un po’ di rispetto e non per chi si scandalizza per una chiappa al vento ma per loro stesse!
    Il nudo è bello, è arte, è spettacolo ma quando lo si espone ovunque a vendere ogni merce, ogni prodotto, ogni cosa, allora diventa sfruttamento.
    E non solo delle donne! Eh già, perché a sentirci un po’ presi per i fondelli dovremmo essere anche noi maschietti, che abbocchiamo al richiamo, che veniamo stimolati, attratti, sedotti da corpi che non avremo mai, messi lì a bella posta per illuderci, ingannarci, abbindolarci.

    Però, se fossi donna, penserei che se voglio cambiare qualcosa devo farlo io per prima: sono io che devo farmi sentire, io insieme ad altre donne come me, che dobbiamo organizzarci per protestare, boicottare, cambiare quel che non ci và e non ci serve alcun aiuto, siamo il 50% dell’umanità, mica un’infinitesima minoranza, non una specie in via d’estinzione!
    Insomma, penserei: se non ci diamo una mossa noi donne, chi altri dovrebbe farlo?

  4. Forse occorrerebbe parlare anche dei blog che mettono foto di tette per aumentare i contatti? 😛
    Scherzi a parte, in Italia se ne vedono davvero tante, ma non so se sia un bene o un male.

    Quando lavoravo in Germania, nelle pubblicità non ne vedevo quasi mai.
    Tranne quando, vicino ai mondiali, vmi arrivavano le pubblicità “Atkion, Franzische 35 Euro” nella buchetta della posta, perché lì i bordelli sono legali. E i colleghi ti rispondevano che farsi un’amante non fosse così furbo, perchè “is just another birthday to remember”, e preferivano pagare le donne. Un passo avanti per l’umanità.

    Anche in Irlanda , la morale è così big8 che i distributori di profilattici possono stare solo nei bagni perché non sono considerati luoghi pubblici. Però le agenzie viaggi organizzano gite abortive, fino al 5° mese di gravidanza, in Inghilterra, e c’erano farmacie abusive online per altri contraccettivi, e un tasso di ragazze madri da far paura.

    Morale I: non sempre moralizzare i costumi moralizza la nazione. Ma specialmente, sono arrivato in Irlanda durante lo scandalo di Fern, e in Germania la stampa era tutto uno scandalo politico a base di squillo e amanti.

    Morale II: non sempre i moralizzatori e i moralisti sono quel che sembrano

  5. Mi permetto di rispondere in quanto autore di uno dei due post:

    – effettivamente i contatti aumentano se si parla di sesso, e anche i commenti 🙂

    Per quanto mi riguarda non è una questione di morale, ma solo fastidio nell’aprire un sito di notizie (i marchi dei due quotidiani, non sono associati a tabloid scandalistici nella fisicità della carta stampata), in cerca, appunto, di notizie e venir letteralmente bombardato da stimoli sessuali. Proprio perché disttratto da questi stimoli trovo la pratica irritante (lasciamo stare poi il discorso del ruolo dell’informazione…).

    Poi vabbé, se riesco a vincere la tentazione di cliccare sulle prime tette che appaiono e leggo ciò che accade in italia e nel mondo, rimpiango di non aver seguito l’istinto…

  6. Quando dici “…e venir letteralmente bombardato da stimoli sessuali” secondo me è un errore logico.
    Nel senso che sembra presumere una “fisica” per la quale un messaggio sessuale potrebbe ottenere un effetto del quale sei “vittima” , che ti piaccia o meno.
    In pratica, sembri dire che se c’è un messaggio sessuale, esso ti coinvolge/colpisce/fa qualcosa che tu voglia o meno, come se tu fossi un oggetto inerte.

    Personalmente, ritengo che la differenza tra l’animale e la persona consista nella capacità di inserire un momento di raziocinio tra lo stimolo e l’atto ; è vero che un messaggio sessuale possa costituire uno stimolo, che puoi spegnere con un atto di volontà , o di raziocinio.
    Non credo di possedere una parte istintuale così sovrasviluppata da sentirmi per forza di cose coinvolto da uno stimolo del genere, e specialmente non contro la mia volontà.

    Di questo passo, chiederai alle donne di allungare le sottane e chiudere le scollature; dopotutto, per vedere delle belle donne mi basta girare per le strade, e un giro per una spiaggia qualsiasi di Rimini mi mostra più ghiandole mammarie di quante ne trovi sul Corriere.
    Non vedo proprio nelle donne italiane una mancanza di disponibilita’ a mostrarsi, direi.

    Accuserai anche queste donne (cioè quasi tutte) di “bombardarti di stimoli sessuali”?

    Il motivo per cui considero pericolosa la tua dialettica è che è alla base della classica giustificazione dello stupratore: “lei mi ha dato uno stimolo tale per cui l’unica risposta possibile era un rapporto sessuale, dal momento che non è possibile resistervi”.

    Se cominciamo ad ammettere che l’immagine di una donna sia uno stimolo così forte e ineludibile da venir chiamato “bombardamento”, finiremo col dare forza a questa dialettica: sai, non tutti resistono
    ad un bombardamento.

    Per come la vedo io, non sono costretto a guardare queste fotografie, e onestamente non mi sento molto “bombardato”: anche se mi facessero “venire caldo”, non è difficile spezzare un meccanismo con un atto di volontà. O con una doccia.

    Sei tu che devi controllare l’effetto che gli stimoli hanno su di te, e non chi produce gli stimoli. Non puoi controllare tutte le sorgenti di stimoli del mondo, puoi pero’ controllare te stesso.

  7. P.S. ma non dovrebbe essere un argomento che scandalizzi le donne????… :)) Capisco che invece “scaldi” gli uomini…. :))

  8. @Enrico:
    guarda,
    quando sono a casa e i miei vicini di casa fanno bordello, l’istinto e’ quello di fargli del male o quantomeno insultarli.
    La ragione mi dice di lasciar stare, ma questa nulla puo’ contro il fastidio che mi arrecano.

    Di certo sono libero di non andare a vedere il sito di repubblica, pero’ mi illudo sempre di informarmi presso un autorevole quotidiano; allora cambio la mia opinione sul quotidiano e rifletto sulla grave situazione della stampa in italia.

    Lasciamo stare la deriva sulle sottane delle donne e sugli stupri perche’: “non è lo stesso fottutissimo campo da gioco.” (cit)

  9. @Enrico
    Tra il lamentarsi del mercimonio costante, continuo e ossessivo delle donne denudate sui quotidiani ed imporre loro il burqua ce ne passa…E dire che chi non sopporta questa tratta di donne giustifica gli stupratori mi pare eccessivo. Un po’ come sostenere che chi s’oppone ad esporre i bambini nudi in tv o nelle reclame discolpa i pedofili.

  10. @ Tutti

    Mi stupisco di tutto questo stupore… ma non sapete che, da sempre, quella cosa li’ tira piu’ del mio vecchio carretto di buoi??? 🙂

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