
Non è a Berlusconi che andrebbe posta la domanda sulla sua perversione da pedofilo, quella per cui lui, anziano depravato, si trastulla con bambine che hanno quasi 60 anni di meno.
E non andrebbe rivolta al malato Berlusconi neppure quella sulla mignottocrazia, criterio con cui il vecchio degenere ha riempito poltrone ministeriali, seggi parlamentari italici ed europei, scranni in Rai, e chissà quant’altre cadreghe.
Neanche la domanda sulla folla di amici e lo stuolo di aspiranti soubrette, attrici, veline e puttanelle varie e assortite, aviotrasportate a villa Certosa a bordo degli aerei di stato per la gioia e il piacere dell’erotomane quasi ottuagenario, va fatta a Berlusconi.
Tanto meno va posta al Cavaliere d’Hardcore, come lo chiama Travaglio, la questione della sentenza del processo Mills in cui, il satiro di palazzo Chigi viene indicato come il corruttore non di pulzelle e donzelle minorenni ma dell’avvocato inglese che aiutò l’anziano maniaco prima a costruire la rete di società off-shore per la raccolta di fondi neri Fininvest e poi a non svelarne il segreto nei processi in cui è stato chiamato a deporre.
Queste, come altre mille domande, non andrebbero fatte al vizioso vecchietto che s’aggira con tupè, tacchi e fondotinta pret-a-porter : continuerebbe a scaricarci addosso quintali di balle, a colpirci con raffiche di frottole, a riempirci le orecchie con una smisurata sfilza di panzane. L’inesauribile produzione menzognera, la sconfinata capacità bugiardesca fanno di Berlusconi un caso da Guinness dei Primati.
Che senso ha fare domande a chi, come dice Vergassola, mente sapendo di smentire ? Tempo perso, fatica sprecata.
E, comunque, lui sarà pure del tutto inattendibile, un disinvolto delinquente, un povero pervertito eppure è il politico più votato.
Allora il problema sta altrove. Quelle domande dovremmo rivolgerle a noi stessi, siamo noi italiani che dobbiamo dare risposte: ci va bene un pregiudicato a capo del governo? Ci piace il modello cafone e cialtrone che propone? O aspiriamo anche noi a entrare nella sua corte di lacchè e mantenute? I cattolici credono davvero che un puttaniere pluridivorziato possa essere il difensore di valori cristiani? O la sua ipocrisia li rappresenta benissimo?
Il prossimo 10 giugno, saranno passati 85 anni dal rapimento di Giacomo Matteotti, ucciso e ritrovato cadavere il 16 agosto 1924. Pochi mesi dopo, alla Camera, Mussolini dirà: “io, io solo, assumo la responsabilità politica, morale, storica di quanto accaduto. Se il fascismo è stato ed è un’associazione a delinquere, io sono a capo di questa associazione a delinquere! ”. Il popolo italiano, anziché rivoltarsi in massa contro questo delinquente, comincia ad ammirare il suo duce. Lo acclamerà per vent’anni. Si dirà, poi, a giustificazione dei tanti italiani che inneggiarono al fascismo e adularono Mussolini, che la dittatura era feroce, opporsi era difficile se non impossibile, e il consenso non era libero ma imposto.
Ora però viviamo in una democrazia, o almeno così dicono, e semmai un giorno finalmente l’Italia, coperta di vergogna e ridotta in miseria economica e civile, si libererà di Berlusconi, chissà quali scuse c’inventeremo per discolparci d’averlo votato in massa e per così tanti anni.